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30/11/2008 23:34
Eventi
PROCESSIONE DI “SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA”
In una serata un po’ fredda, ma senza la pioggia ed il vento dei giorni scorsi, si è svolta stasera per le vie di Nocera la processione della Statua di S. Caterina d’Alessandria, a conclusione del Triduo di preghiera.
Accompagnata dalla Banda Musicale “M. Aloe” della Città di Amantea, la Statua dalla Chiesa di S. Giovanni Battista è stata portata in processione dapprima al Rione Motta, poi sul Corso S. Caterina, nella zona di San Francesco e Canale e quindi da Via Ammiraglio Sirianni ha fatto rientro nella Chiesa Madre percorrendo tutto il corso principale.
Una tradizione che si è rinnovata per valorizzare sempre di più la figura di questa grande Santa.
A tal proposito, riteniamo utile riproporre ai gentili lettori parte dell’articolo pubblicato su questo sito in occasione della processione dello scorso anno 2007.
”Questa Santa, nata forse nell’anno 287 d.C., è da ricordare perché fu sottoposta al martirio ad Alessandria d’Egitto.
Caterina era una giovane nobile egiziana molto sapiente che, in occasione dei festeggiamenti con riti pagani e sacrifici di animali per l'insediamento ad Alessandria del governatore Massimino Daia, avvenuto nel 305, si presentò al palazzo chiedendo al governatore di riconoscere Gesù Cristo quale redentore dell'umanità.
Di fronte a questa richiesta, il governatore chiamò degli intellettuali perché convincessero Caterina ad onorare gli dei. Ma non la convertirono: successe invece che queste persone colte furono esse stesse convertite da Caterina al Cristianesimo.
Il governatore allora condannò a morte tutti gli intellettuali e propose a Caterina il matrimonio. Al netto rifiuto, Caterina fu condannata a morire su una ruota dentata perché il suo corpo venisse straziato. La ruota però si ruppe e il governatore fece decapitare Caterina.
Il suo corpo è oggi oggetto di venerazione nel monastero di S. Caterina fondato nel VI sec. dall’imperatore Giustiniano sul monte Sinai laddove, secondo la leggenda, fu trasportato dagli Angeli.
Essa è festeggiata quale patrona in alcuni piccoli comuni d’Italia ed anche in qualche comune calabrese (Locri e Santa Caterina dello Ionio).
Viene rappresentata con una corona sulla testa e con vestiti regali, certamente per sottolineare la sua origine principesca. La palma nella mano è simbolo della vittoria sui nemici delle fede cristiana, mentre il libro è segno della sua sapienza (è infatti patrona dell'Università di Padova e di alcune confraternite femminili).
La ruota spezzata non solo rappresenta lo strumento del martirio ma è anche l’elemento che la lega ad alcune categorie di arti e mestieri che hanno a che fare con la ruota (forse per questo divenne anche la protettrice dei ceramisti e delle apprendiste sarte dette “Caterinette” ).
A Nocera la festa fu ripresa nel 1996 (esattamente il 22 novembre perché era la Domenica più vicina al 25) grazie alla collaborazione tra il Sacerdote dell’epoca Don Pino Latelli ed alcuni cittadini del Rione Santa Caterina che organizzarono i festeggiamenti civili insieme alla Pro Loco (tra i tanti ricordiamo Elvasio Curcio, Egidio Sposato, Vittorio Villella, Antonio Macchione, ecc.).
La processione registrò una grande partecipazione di gente, nonostante le cattive condizioni atmosferiche. Vi fu anche la “cicerata”, ben organizzata dagli abitanti del rione S. Caterina secondo la tradizione dei nostri avi ed i festeggiamenti civili videro la partecipazione del noto artista calabrese Paolo Marra.
Dal 1997 in poi fu invece festeggiata sempre il 25 novembre: a volte solo con la processione della statua, a volte anche con festeggiamenti civili.
Le celebrazioni si svolgono naturalmente nel Rione Santa Caterina, laddove “nell’antica via sorgevano la Cappella di Santa Caterina con i suoi beni e l’Hospitale (luogo di asilo per poveri e malati) con i suoi beni” (per come è riportato nei “Quaderni” della compianta Prof.ssa Enza Graziano).
I
Autore: Salvatore Filandro
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