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400 foto san giovanniMfacebook 1580678380955ercoledì 5 febbraio 2020, dopo la Santa Messa delle ore 17, ci sarà una brevissima processione del nostro Santo Patrono San Giovanni Battista, a rievocazione del disastroso terremoto del 5 febbraio 1783 che colpì tutta l’Italia Meridionale e la cui prima scossa, della durata di due minuti, ebbe un’intensità pari all’undicesimo grado della scala Mercalli.

Nell'occasione, riteniamo utile riproporre l’articolo pubblicato su questo sito qualche anno fa.

"Questo terremoto del 1783 fu una grande catastrofe: si contarono in tutto, tra il 5 e il 7 febbraio, ben 949 scosse e furono rase al suolo città come Reggio Calabria e Messina. I morti furono circa 50.000 e i danni incalcolabili; montagne spaccate, frane che ostruirono il corso dei fiumi formando delle paludi, tracciati viari distrutti, condizioni igieniche pessime che favorirono la malaria e provocarono morte, dappertutto lutto e miseria!

Per fronteggiare questa tragedia, il governo borbonico istituì la “Cassa Sacra”, che si rilevò un fallimento perché diede ai nobili la possibilità di incrementare le proprietà fondiarie accaparrandosi le terre della Chiesa all’incanto.

Anche Nocera subì molti danni: la Cappella del Santissimo Sacramento e la volta della navata della Chiesa di San Giovanni Battista furono gravemente danneggiate, il Convento degli Agostiniani in Campodorato fu soppresso perché troppo danneggiato ed i beni venduti all’asta, il Convento dei Minori Conventuali (ora è rimasta la sola Chiesa di S. Francesco) fu anch’esso danneggiato, per fortuna non in modo grave, i rioni Motta, Piazza e Rupe riportarono danni rilevanti alle case e la gente ebbe paura a rientrarvi.

A quell’epoca Nocera contava oltre 2.000 abitanti, fortunatamente però, o miracolosamente, non vi furono vittime umane! (a Martirano, per esempio, si contarono invece ben 200 morti!). E se ancora oggi è tanta la devozione dei noceresi nei confronti del Precursore, e se il nostro emigrato in terre lontane si ricorda di inviare l’obolo in occasione della festa del 24 giugno, e se in ogni occasione il popolo nocerese Gli chiede aiuto e conforto nei momenti difficili,

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